La Canapa Sativa:
una pianta controversa
e affascinante

Utilizzare il termine Canapa – o Cannabis – per indicare una pianta che ha da sempre rappresentato per l’uomo una risorsa preziosa è troppo generico. Marijuana, erba, Cannabis light, Indica o Sativa, terapeutica, droga leggera o Canapa Legale sono solo alcuni dei termini che ci è capitato di sentire per riferirsi a utilizzi o varietà diverse di Canapa. Facciamo un po’ di chiarezza!

La Canapa da sempre rappresenta per l’uomo una risorsa preziosa

La Canapa è una delle piante più sorprendenti che la natura ci abbia donato, da sempre coltivata dall’uomo e sfruttata per i suoi molteplici usi e proprietà. Finalmente, dopo decenni di pregiudizi, le sue proprietà terapeutiche (cannabis terapeutica) e benefiche (canapa sativa) sono state riconosciute anche a livello istituzionale.

In particolare, la Canapa Sativa è stata riconosciuta:

  • dall’Organizzazione mondiale della Sanità come un rimedio valido per alleviare ansia, stress, insonnia, dolori e infiammazioni, utile per chi ricerca benessere in modo naturale (cannabidiol critical report Meeting 4-7 June 2018 (WHO))
  • legale dalla Suprema Corte di Cassazione Italiana (vedi sentenza n.4920/2019)

Mentre per la cannabis terapeutica, (cannabis indica), riprendendo dal sito del ministero della salute, ricordiamo che:

“Dal 2006 in Italia i medici possono prescrivere preparazioni magistrali, da allestire da parte del farmacista in farmacia, utilizzando Dronabinol o sostanza attiva vegetale a base di cannabis ad uso medico, cioè la sostanza attiva che si ottiene dalle infiorescenze della cannabis coltivata dietro autorizzazione di un Organismo nazionale per la cannabis, essiccate e macinate, da assumere sotto forma di  decotto o per inalazione con apposito vaporizzatore. Dal 2013 in Italia è anche prescrivibile dai neurologi un prodotto registrato come medicinale a base di estratti di cannabis  per ridurre gli spasmi dolorosi nella sclerosi multipla.”

Cannabis: le tre grandi famiglie

La Cannabis si divide comunemente in 3 tipologie, ciascuna con caratteristiche e usi diversi: Canapa Indiana o marijuana, Cannabis Ruderalis e Cannabis Sativa.

Cannabis Indiana (Canapa Indiana o Marijuana)

La Canapa Indiana è uno dei più potenti ceppi di Cannabis; a seconda del metodo di coltivazione, i livelli di THC possono superare il 25%.
Robusta e facile da coltivare, non supera il 1,5 metri di altezza e si contraddistingue per la tipica forma ad “albero di Natale”. La canapa Indiana produce grossi fiori, detti “cime”, molto densi e con i calici ammassati l’uno sull’altro. La Canapa Indiana si è sviluppata in località montuose o di alta collina (es: Nepal, nord dell’India); tutte le varietà tollerano i piccoli stress climatici senza problemi. Ha un tronco legnoso e dunque non è adatta per l’industria tessile. Per queste applicazioni vengono utilizzate varietà di canapa della famiglia “Sativa”.

Cannabis Ruderalis (Canapa russa o ruderale o americana)

La Ruderalis è una specie di Cannabis originatasi in Russia, nelle zone impervie della Siberia. E’ una pianta piccola, alta circa mezzo metro, legnosa, molto robusta, senza rami laterali e con piccole cime o addirittura senza fiori.
La Ruderalis è usata negli incroci per aumentare la robustezza della pianta madre, quasi sempre appartenente alla famiglia della canapa indiana, che in questo modo viene ibridata. L’incrocio consente anche la fioritura in relazione all’età piuttosto che alle ore di luce che riceve, come invece non accade per ogni altra specie di cannabis.

Cannabis Sativa (Canapa Sativa, la canapa legale)

La Canapa Sativa o Cannabis Sativa è una pianta molto alta (oltre 1,5 m) con rami più corti della canapa indiana e sviluppatasi in aree tropicali (Caraibi, isole della Thailandia). Con Sativa si indicano in particolare tutte le varietà di cannabis ibridate e stabilizzate dall’uomo per scopi industriali. Ci sono molte più infiorescenze nella Canapa Sativa che nella Cannabis Indica ma sono meno compatte e resinose.
La Canapa Sativa è anche conosciuta per le sue fibre, usate per produrre indumenti e molti altri prodotti dell’industria tessile. E’ stato inoltre recentemente ripreso l’utilizzo delle fibre della Canapa Sativa (derivate dal fusto della pianta) per la produzione della carta.
Una singola pianta di Canapa Sativa può produrre 1,5 Kg o più di fiori secchi. I fiori di Cannabis Sativa presentano una bassa concentrazione di THC (e quindi nessun potere drogante), al contrario della canapa indiana, ma buone concentrazioni di Cannabidiolo (CBD).
Le proprietà benefiche della Canapa Sativa si devono alla presenza nel suo fiore del principio attivo CBD (Cannabidiolo) e al bassissimo livello di THC. La maggior parte delle pubblicazioni scientifiche sugli effetti del cannabinoide CBD sono state condotte quasi esclusivamente nel corso degli ultimi 5 anni e riepilogate nel report pubblicato nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (cannabidiol critical report Meeting 4-7 June 2018 (WHO)).
Da qui nasce l’interesse della ricerca medica e farmacologica sulle proprietà del CBD, riprodotto anche per sintesi ed utilizzato nella cosmetica. La ricerca si è concentrata sui disturbi neurologici e fisiologici, compresi i dolori muscolari.
Il CBD, in concentrazioni diverse, è un rimedio naturale in grado di alleviare dolori, infiammazioni, ansia, stress a cui sono speso connessi i disturbi del sonno.
Infatti l’OMS nel report del 2018 riporta:
The range of conditions for which CBD has been assessed is diverse, consistent with its neuroprotective, antiepileptic, hypoxia-ischemia, anxiolytic, antipsychotic, analgesic, anti-inflammatory, anti-asthmatic, and antitumor properties”.

Il quadro normativo

La Canapa Sativa è legale, grazie ai chiarimenti normativi espressi della Suprema Corte di Cassazione Italiana (vedi sentenza n. 4920/2019)
con riferimento ai bassi contenuti di THC.
La Canapa Sativa inoltre è inequivocabilmente benefica, come ha chiarito a fine gennaio 2019 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Se parliamo di estratti puri di Cannabidiolo, come nel caso dell’olio di cannabis CBD Oil, non dobbiamo neanche preoccuparci della eventuale presenza di THC.
La legge 242/2016 sancisce definitivamente la legalità della coltivazione e della vendita della Cannabis Sativa.
Inoltre, grazie all’OMS che, in base agi studi clinici e pre-clinici effettuati, ha richiesto di eliminare il CBD dall’elenco delle sostanze stupefacenti, riconoscendone le proprietà benefiche senza controindicazioni accertate per la salute (cannabidiol critical report Meeting 4-7 June 2018 report Meeting 4-7 June 2018 (WHO)), possiamo contare su un nuovo rimedio naturale per alleviare dolori, infiammazioni, ansia e stress, a cui sono quasi sempre
connessi i disturbi del sonno.

Rimangono invece tutte le indicazioni già note per il THC. Per approfondire: NUOVE RACCOMANDAZIONI OMS.

  • Il Ministero della Salute ha finalmente chiarito quali debbano essere i livelli massimi di THC presenti negli alimenti con un decreto ufficiale a cui vi rimandiamo per approfondimenti. Qui ci preme sottolineare che farine e integratori alimentari non devono superare i 2 mg/KG di THC, mentre per gli oli si parla di 5 mg/kg. Attenzione quindi agli oli estratti direttamente dal fiore di canapa, cioè tutti quelli con effetto terpenico dichiarato. L’estrazione completa dei cannabinoidi presenti nel fitocomplesso, infatti, non può garantire, con i successivi trattamenti, i livelli minimi di THC previsti dal decreto del ministero della salute.
  • La Corte Suprema di Cassazione, in data 29 Novembre 2018, ha sentenziato la totale leicità della produzione e commercializzazione della Canapa Sativa e dei prodotti da essa derivati, al netto della presenza di THC entro i limiti di legge (0,5%). Per approfondire: REG. n. 178/2008, legge n. 242/2016, oltre ai chiarimenti dell’avv. Bulleri su tale sentenza, noto esperto in materia. In base a tale sentenza anche il limite dell’uso tecnico per la Canapa Legale viene superato.

Cosa si intende per Canapa Legale

Canapa legale è un termine alternativo per indicare le varietà di Canapa Industriale, cioè quelle di cui è autorizzata la coltivazione in Italia ed in alcuni paesi Europei.
La Canapa Legale, rientra nell’ambito di bene determinate varietà catalogate a livello europeo per il basso contenuto di THC dei fiori, inferiore o uguale allo 0,2%. Sono varietà coltivabili legalmente anche in Italia.

La Carmagnola Selezionata o la Kompolti sono solo due delle 64 varietà autorizzate dalla comunità europea, anche se le più diffuse, mentre se ci riferiamo ai fiori in commercio e derivati dalla dalla canapa legale, indipendentemente dalla varietà di provenienza, si utilizzano nomi evocativi del loro contenuto terpenico (ossia olfattivo), come ad esempio Cheese Bud, Fruit Bud o Strawberry Bud. Spesso quest’ultima nomenclatura riprende quella di particolari varietà di canapa indica che hanno riscosso maggiore successo tra i consumatori di di cannabis indica (illegale).

Canapa Sativa Legale vs Canapa Indiana

La coltivazione della Canapa Sativa è ammessa se le concentrazioni di THC in campo sono inferiori allo 0,5%. Nel caso specifico in cui le concentrazioni di THC nei fiori di Canapa Sativa siano inferiori allo 0,3%, anche dopo il processo di essiccazione, in Italia possiamo denominarla Canapa Sativa Legale. Grazie alla presenza di CBD ed in base alle risultanze degli studi dell’OMS (cannabidiol critical report Meeting 4-7 June 2018 (WHO)) ad essa associamo proprietà benefiche utili per alleviare in modo naturale insonnia, ansia, mal di testa e stress oltre che dolori ed infiammazioni.

Quando le concentrazioni di THC nei fiori di canapa superano la soglia legale consentita, siamo in presenza di Canapa Indiana. Nella marijuana il tenore di THC è molto alto e può generare controindicazioni importanti. A causa delle controindicazioni legate alle alte concentrazioni di THC, la Canapa Indiana (quando prodotta con metodologia certificata e proviene da coltivazioni indoor controllate dal ministero della salute) è nominata cannabis terapeutica, può essere prescritta solo dal medico e dispensata esclusivamente in Farmacia.
Quando i fiori di Canapa presentano THC al di sotto della soglia drogante ma alte concentrazioni di CBD possiamo beneficiare tutti delle proprietà della Canapa. In questo caso sfruttiamo le proprietà benefiche del Cannabidiolo (CBD), una tra le più di 80 molecole presenti nel fiore di Canapa Sativa, senza tema di controindicazioni fastidiose.
Inflorescenze seleziona prodotti esclusivamente con le caratteristiche consentite per legge, con concentrazioni di THC inferiori allo 0,3 %, e quindi prive dell’effetto psicoattivo del THC.

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