Cannabis light Italia, il Consiglio Superiore della Sanità (CSS) ha espresso parere negativo sulla libera vendita della canapa sativa legale nei cannabis light shop. La notizia è stata pubblicata mercoledì scorso sui quotidiani, e ne hanno parlato anche i TG.

Poiché i titoli giornalistici sono stati altisonanti e la pletora dei proibizionisti richiama questo parere, per Inflorescenze è importante dare alcune informazioni oggettive ad integrazione delle notizie lette sulla cannabis light Italia o cannabis legale.
Vi riporto innanzitutto l’indicazione del legale di Inflorescenze. Anche lui allarmato dal can can mediatico, il quale ha precisato nulla cambia in tema di cannabis light Italia. Infatti, il CSS è un organo semplicemente consultivo del ministero della salute, che non ha alcun potere in materia di legge.
Affinché la vendita della cannabis light Italia venga vietata, è necessario che il ministero emani una nuova legge diametralmente opposta alla 242 di dicembre 2016.
Senza considerare l’impossibilità di andare contro una circolare del ministero delle politiche agricole. E’ stata emessa appena un mese prima del parere del CSS. La circolare, infatti, introduce l’uso alimentare dei derivati della canapa sativa, come l’olio di semi di canapa e altri derivati dalla farina di canapa sativa.
Possiamo in definitiva e finalmente parlare di cannabis legale riferendoci alla cannabis light Italia.

canapa legale

Cannabis light Italia: posizioni derivate dagli orientamenti politici

Inoltre, il ministro della salute Grillo sostiene la promozione della filiera della canapa e la disponibilità dei suoi prodotti a fini medicali o di benessere. Quando si parla di benessere possiamo senza tema di essere smentiti riferisci alla cannabis light Italia.
La formazione del CSS che ha emesso questo parere è l’espressione di un pensiero politico diametralmente opposto. La diversità degli orientamenti politici è chiaramente rilevabile dalle interviste rilasciate a ridosso della notizia dalla Grillo e dalla Lorenzin sulla cannabis light Italia. La prima rassicura che non ci saranno divieti alla vendita della cannabis light Italia, ma una regolamentazione delle modalità con cui potrà essere venduta nei cannabis light shop.
La seconda la demonizza equiparandola alla cannabis stupefacente. Parliamo di orientamenti politici perché i fondamenti scientifici su cui è stato basato il parere del CSS non sono richiamati dalla circolare.
Ricordiamo, inoltre, che l’OMS ha eliminato il CBD dalle sostanze dannose per la salute, vista la totale assenza di controindicazioni. E’ inoltre assodato che anche per il THC, quando le concentrazioni sono al disotto dei limiti di legge, come nella cannabis light Italia, non provocano effetti apprezzabili. Sottolineiamo che la legislazione Italiana è una delle più restrittive. Ciò a totale garanzia di chi volesse approfittare delle proprietà benefiche della canapa sativa legale.

CANNABIS LIGHT, su quali basi scientifiche è valutata la pericolosità della canapa legale? In che cosa si differenzia da altri prodotti sicuramente dannosi e di libero commercio?

Un’altra ragione per la quale è ragionevole pensare che non si farà un clamoroso passo indietro, risiede nel fatto che il parere del CSS non è basato su valutazioni scientifiche.
Il poco tempo trascorso tra il momento della richiesta del parere e quello della sua uscita, porta a considerarlo espressione di una logica puramente prudenziale.
Infatti, non dichiara la sua pericolosità, ma si limita ad affermare che non si possano escludere completamente controindicazioni, anche nel caso di concentrazioni cosi basse di THC come nella cannabis light Italia, quando assunta da persone molto anziane o da gestanti.
Questa stessa considerazione è valida per tutti i medicinali. Non è stato invece ancora dimostrato che le inflorescenze di canapa sativa abbiano particolari controindicazioni. La cannabis light Italia a detta dell’OMS non ha controindicazioni accertate.
Senza poi parlare di alcol e fumo, che mietono vittime ogni anno e che sono invece facilmente reperibili in qualunque tabaccaio, bar, supermercato!
Insomma, altra confusione a svantaggio dei non informati e dei cannabis light shop, come se già non ce ne fosse abbastanza, ed a vantaggio di chi difende rendite di posizione (es. lobby farmaceutiche) ed ostacola la diffusione delle inflorescenze di canapa sativa.

La posizione di Inflorescenze

Inflorescenze, che si è data un disciplinare rigoroso ed in linea con la legge 242/2016, si augura che sia finalmente fatta chiarezza sulla vendita ad uso tecnico e che siano introdotte indicazioni più precise sui requisiti di legge per la vendita dei fiori di canapa sativa …. Speriamo succeda in fretta affinché Inflorescenze, nota per la serietà e per la qualità dei suoi prodotti, possa portare il meraviglioso mondo benefico della canapa a conoscenza di tutti quelli che ne hanno bisogno !

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